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L'ULTIMO BOULEVARD

DOMENICA 18 APRILE – ORE 19.00

L'ULTIMO BOULEVARD

Los Angeles è una città costruita sulle promesse. È la città dove tutti arrivano per
diventare qualcuno, dove il sole illumina i boulevard del successo e le colline sembrano a portata di mano. Ma è anche una città in cui le distanze sono immense, le persone non si incontrano e il sogno americano mostra ogni giorno le proprie crepe.
Da questa contraddizione nasce il progetto.
Il monologo prende ispirazione dalle opere di Raymond Chandler e John Fante, due
scrittori che hanno raccontato la stessa città senza mai raccontare la stessa storia.
Chandler osserva Los Angeles dall'interno dei suoi meccanismi di potere: detective, ricchi, ricatti, ville, denaro, corruzione. Fante la percorre invece dal basso: pensioni economiche, immigrati, camerieri, aspiranti scrittori, fame, desiderio di riscatto.
Tra questi due sguardi si apre uno spazio teatrale.
In scena non compaiono Chandler né Fante. Non è un adattamento, né un dialogo
immaginario tra due grandi autori. È la città stessa a prendere parola attraverso un unico interprete che attraversa luoghi, incontri e ricordi, trasformandosi continuamente. Ogni personaggio sembra appartenere a un'altra storia e, nello stesso tempo, raccontare sempre la stessa.
 

Il tema della stagione, I primi e gli ultimi, diventa il cuore della drammaturgia.
I primi sono coloro che sembrano aver conquistato tutto: denaro, fama, successo. Gli ultimi sono quelli che restano ai margini, invisibili, ostinatamente in cerca di un posto nel mondo. Ma durante il viaggio queste categorie si ribaltano. I potenti appaiono fragili e
corrotti, mentre gli sconfitti custodiscono una sorprendente capacità di resistere. Il confine tra primi e ultimi diventa sempre più sottile, fino a dissolversi.
La Los Angeles evocata in scena non è quella delle cartoline né quella del cinema. È una città notturna, attraversata da autostrade, motel, insegne al neon, locali aperti fino all'alba, camere in affitto e ville inaccessibili. Una città che continua a produrre illusioni e a
consumare vite, diventando metafora di ogni metropoli contemporanea. La scrittura intreccia narrazione, evocazione poetica e frammenti di memoria. Il linguaggio del noir si fonde con quello dell'autobiografia, l'ironia con la malinconia, il ritmo del racconto con quello del pensiero. Il protagonista non cerca di risolvere un caso né di realizzare un sogno: cerca semplicemente di capire quale sia il prezzo da pagare per non
smettere di essere sé stesso. Lo spettacolo si configura così come un viaggio nella geografia morale di una città e, allo stesso tempo, nell'immaginario di un'epoca che continua a promettere successo, visibilità e affermazione individuale. Attraversando Chandler e Fante, il monologo finisce per interrogare il presente: chi sono oggi i primi? E chi sono davvero gli ultimi? Esiste ancora una differenza tra chi ha raggiunto la meta e chi continua ostinatamente a cercarla? Più che offrire una risposta, lo spettacolo invita lo spettatore a percorrere quella strada. Una strada illuminata dal sole della California e dalle insegne della notte, dove ogni passo mette in discussione ciò che crediamo di sapere sul successo, sul fallimento e sulla dignità umana.
"A Los Angeles nessuno è il primo. Nessuno è l'ultimo. Siamo tutti in fila davanti allo stesso miraggio."

ANNO

2026

DURATA

60 minuti

Credit

L’ULTIMO BOULEVARD
Concerto per voce recitata e musica

​

Testo di Paolo Trotti e Michele Agrifoglio
Regia di Paolo Trotti

 

Con Michele Costabile

 

Musiche dal vivo

 

Produzione Linguaggicreativi, 2027

Scopri le recensioni e i commenti della critica che hanno accompagnato il nostro percorso artistico e le nostre produzioni.

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