“Bang Bang Sei Morto”
di William Mastrosimone
Traduzione e regia di Ennio Tozzi
Dicembre 1989 (Montreal, Canada); Aprile 1999 (Denver, U.S.A.); Aprile 2002 (Erfurt, Germania); Aprile 2007 (Blacksburg, U.S.A.); Settembre 2008 (Kauhajoki, Finlandia); Marzo 2009 (Winnenden, Germania).
Queste date e località sono solo alcune delle tante che ricordano le molteplici stragi compiute nelle scuole sparse nel mondo. Soltanto negli Stati Uniti se ne contano 20 negli ultimi 18 anni, con ben 5 di loro compiute nell’arco di una sola settimana, tra il 7 e il 15 febbraio 2008.
Fortunatamente a tutt’oggi nel nostro paese non si registrano casi di tale gravità, sebbene negli ultimi anni gli atti di ‘bullismo’ avvenuti nei nostri istituti siano divenuti sempre più spesso tema di discussione e motivo di preoccupazione.
Il drammaturgo italo-americano William Mastrosimone iniziò la stesura “Bang Bang Sei Morto” dopo che suo figlio gli raccontò, all’indomani delle stragi di Jonesboro e di Springfield, di una scritta che un suo compagno di scuola aveva lasciato sulla lavagna: ‘Ucciderò tutti in questa classe. Compreso l’insegnante’. “Quella notte non riuscii a prendere sonno per lo spavento” rivela Mastrosimone, “così cominciai a scrivere una prima bozza del testo.”
“Bang Bang Sei Morto” è la storia di un ragazzo diciassettenne di nome Josh che, dopo aver commesso un’efferata strage nella sua scuola, riceverà inaspettatamente in visita, durante la sua prima notte in carcere, le anime delle sue vittime. Con un ritmo incalzante e una struttura narrativa che ricorda quella della tragedia greca, i risoluti defunti, incapaci di accettare l’idea di essere morti, pretenderanno ostinatamente dal giovane killer spiegazioni dell’ insensato gesto. Nel tentativo di fargli comprendere nel più profondo la tragicità di quell’azione, i defunti ‘strapazzeranno’ psicologicamente il protagonista fino a condurlo ad un pentimento purificatore.
Rappresentato frequentemente nelle scuole superiori e università di tutto il mondo, Mastrosimone confida: “ ‘Bang Bang Sei Morto’ è un dramma interpretato da giovani per i giovani, ed è rivolto in primis al potenziale omicida che potrebbe annidarsi tra loro. Nella speranza che si identifichi col protagonista del dramma e subisca il medesimo effetto catartico, dissuaderlo così dalle sue ossessioni criminali.”
Bang Bang Sei Morto è una denuncia, per mezzo della violenza, contro la violenza. Nell’alternarsi delle sue scene, il testo sottolinea la complessità delle ragioni di un sempre più crescente disagio giovanile: le difficoltà dell’adolescente nel sentirsi accettato, il problematico rapporto con i propri genitori, il rischio di ‘mitizzare’ la violenza attraverso un sempre più massiccio consumo di un certo tipo di cinema, televisione, o videogames ‘spara spara’.
In conclusione, Mastrosimone rivolge al suo paese un’esplicita accusa: negli Stati Uniti, le leggi che regolamentano il possesso delle armi da fuoco risultano oltremodo permissive. |