Sophie
(Sophie)
di Edoardo Oliva
Al teatro Elicantropo di Napoli
Dal 03/04/2008 al 06/04/2008
Lo spettacolo si ispira liberamente alla vicenda della "Rosa Bianca", il movimento che nel 1943, in Germania, si opponeva al regime nazista, e ai verbali dell'interrogatorio tra la ragazza e il poliziotto della Gestapo.
Trama:
Germania, 1943. I fratelli Sophie e Hans Scholl, ventenni ispiratori del movimento "La Rosa Bianca" che si opponeva al regima nazista, vengono arrestati con l'accusa di averdistribuito volantini eversivi nell'Università di Monaco. Riconosciuti colpevoli di alto tradimento, vennero decapitati.
Recensione
La giovane Sophie entra in scena accompagnata da una canzoncina allegra, accenna qualche passo di danza, poi sale le scale sul fondo della scena, si affaccia alla balaustra del primo piano e lancia in aria un fascicolo di volantini. E' lo stesso gesto che costò la vita alla vera Sophie Scholl, studentessa ventenne di Monaco di Baviera, attivista del movimento di resistenza al nazismo “La rosa Bianca”, decapitata nel 1943 insieme al fratello e a qualche altro amico, giovane come loro.
Il testo, scritto da Edoardo Oliva, si concentra sull'interrogatorio che Sophie dovette subire da parte del Tribunale del Popolo, un interrogatorio duro, ma anche piuttosto frettoloso, che si concluse il giorno stesso con l'esecuzione delle sentenza di morte.
Tuttavia lo spettacolo, breve ed essenziale, non è una ricostruzione del processo nello stile de L'Istruttoria di Peter Weiss, con verbali, confessioni, testimonianze. L'aspetto cronachistico della vicenda di Sophie Scholl viene lasciato in secondo piano per far invece emergere lo scontro tra due figure radicalmente opposte: il poliziotto della Gestapo, Mohr, e la stessa Sophie, simboli di due mondi che non si incontrano mai, incapaci non soltanto di comprendersi, ma anche solo di avvicinarsi, anche solo per quel tanto che basti a sfiorarsi.
Mohr non è un uomo brutale, un sadico, un pazzo. E' al contrario un poliziotto che fa il suo lavoro con scrupolosità, uno che crede in ciò che gli è stato insegnato, in parole come Patria, Popolo, Nazione. Sono certezze, le sue. Eppure queste certezze, di fronte ala resistenza di una ragazzina che sta per essere messa a morte, una studentessa di vent'anni che conosce il mondo solo per come se lo è immaginato, si rivelano fragili.
Certo, la scelta di isolare i due caratteri in una sorta di sospensione drammaturgica, non aiutando lo spettatore a comprendere cosa spinga una ragazza così giovane a compiere scelte così radicali, rischia di contrapporre in maniera un po' troppo schematica i buoni e i cattivi. Ma l'ostinazione di Sophie, così immotivata, così ingenua, finisce per conquistare proprio per la sua purezza.
In questo scambio di ruoli tra il forte e il debole, in questo scontro tra una fede incrollabile che invece vacilla e una fragilità che si rivela tenace, sta l'aspetto più interessante dello spettacolo, arricchito dalla bella prova dei due attori, lo stesso Edoardo Oliva e la giovane e brava Valeria Ferri.
(Mirko Di Martino)
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